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Foppa è la frazione che negli ultimi anni ha subito maggiori ristrutturazioni. Sotto i portici vi sono testimonianze di abitazioni risalenti al 1500. Anche la chiesetta dedicata a Sant'Agata fu edificata in quel periodo, e durante la peste del 1630 fu usata come chiesa parrocchiale. I boschi intorno alla frazione sono ricchi di castagni i cui frutti un tempo costituivano una risorsa alimentare importante per la popolazione. Le castagne potevano essere consumate qualche giorno dopo la raccolta lessate o come caldarroste; la maggior parte però veniva conservata in luoghi asciutti e sicuri, ed era alimento integrante della dieta contadina nel periodo invernale, o quando le modeste scorte di cereali si esaurivano.
Forcella Narra la leggenda che di questa frazione
fosse il simpatico personaggio che fece entrare nella tradizione popolare il
nome di Fondra. Si racconta che un giovane di Forcella, recatosi a Roma
per lavoro, si era sposato con una ragazza romana. Quando decise di
ritornare al paese natìo, cercò in tutti i modi di convincerla a lasciare
senza rimpianti la città, e per raggiungere il suo scopo s'improvvisò poeta
inventando una breve poesia che decantava le bellezze dei luoghi
d'origine. Il cantico cominciava così: "Roma l'è bela,
ma Fundra l'è so sorela... Tra le case di pietra spicca un'abitazione con la facciata affrescata in modo elegante e signorile. Sembra che i proprietari siano stati in grado di realizzarla grazie alla "dote" di un bambino che avevano adottato: alle famiglie adottive veniva, infatti, assegnato un piccolo patrimonio (un tempo si adottavano i bambini proprio per avere in cambio un'entrata sicura). |
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